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Quando mi chiedono a che età sia giusto incominciare a correre, mi viene da sorridere.

Spesso ci dimentichiamo che la seconda cosa che fa un bambino, quando riesce a stare in piedi, è camminare e poi correre. La corsa è un gesto primordiale che sicuramente segue un istinto di libertà, lo facciamo da bambini senza meta e da grandi con degli obiettivi importanti.

Correre, dai 10 fino ai 13 anni, dovrebbe essere un’attività semplice, senza limitazioni, non forzata a seguire uno specifico allenamento o una prestazione. La corsa e l’atletica devono essere vissute come un gioco, con lo scopo di acquisire importanti capacità motorie. 
Praticata fin da bambino ti fa comprendere quali siano i tuoi limiti e ti aiuta a capire che la disciplina ovvero l’allenamento, è una delle basi fondamentali per crescere.


L’attività fisica è fondamentale; dicevano gli antichi “mens sana in corpore sano”, eppure oggi mi capita di vedere, sempre più spesso, bambini che non sono in grado di fare nemmeno una capriola.


Ritengo che fino ai 13 anni, tre allenamenti alla settimana possano essere sufficienti, facendo attenzione a renderli sempre in forma di gioco poiché, in caso contrario, i ragazzi finiscono per annoiarsi e abbandonare l’attività.

Diverso è lo spirito e lo scopo della corsa per gli adulti.


La più intensa soddisfazione che possiamo trarne è quel senso di piacere che proviamo nel confronto con noi stessi, la determinazione che ci spinge a continuare a cercare i propri limiti senza l’assillo del cronometro, qualsiasi siano i nostri risultati.

Non è determinante il numero di uscite durante la settimana, è una scelta individuale, alcuni si allenano tre volte alla settimana, altri tutti i giorni. La scelta va fatta in base alla propria disponibilità di tempo e agli impegni che ognuno di noi ha.


La motivazione che ci spinge a correre deve essere un piacere, la si deve vivere come un’attività sportiva che ci dà sensazioni di benessere, non deve essere vissuta come un dovere.


Facciamo attenzione quindi a non varcare quel limite sottile che trasforma una passione in un qualcosa che non ci rende più felici. La corsa, solo se interpretata nel modo corretto, ci avvicina alla felicità.


Se dovete fare degli allenamenti spinti cercate di eseguirli quando avete le risorse nervose al top e le batterie cariche. Invece se la vostra giornata, magari a causa di impegni di lavoro, non è stata positiva, il mio consiglio è di effettuare un fondo lento, senza impegno.

Ascoltatevi, cercate sempre di essere voi l’allenatore di voi stessi!


Michele Gamba

Vi aspettiamo alla Corri Trieste e alla Corsa dei Castelli!


 
 




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